15 Aprile 2020 News

COVID 19 ed Africa – Nota n. 1

Aprile 2020.Questa nota ITARE avvia un monitoraggio degli effetti della pandemia da COVID-19 sull’ Africa sub-Sahariana. Il contagio da COVID 19 in Africa è ancora limitato nei numeri.  Ad oggi (15 Aprile 2020), si registrano 14.524 casi confermati, con 788 persone decedute e 2.570 ricoverate (si rinvia al seguente link dell’Africa Centers for Disease Control and Prevention per una analisi statistica aggiornata). Di seguito, si riporta una mappa con la distribuzione dei casi confermati nei diversi paesi.

Fonte: Africa Centers for Disease Control and Prevention

Resta inteso che la capacità di rilevare gli effettivi casi di contagio è ancora più ridotta in Africa rispetto a quella (già parziale) che si registra nei paesi industrializzati. Vedremo nelle prossime settimane il reale impatto sanitario della pandemia sulle popolazioni africane. Gli effetti economici, nondimeno, si dispiegano già in modo devastante sulle economie della regione.

 

La Banca Mondiale ha in questi giorni pubblicato una analisi degli effetti della pandemia in Africa Sub-Sahariana (World Bank “Africa Pulse 2020 – For Sub-Saharan Africa, Coronavirus Crisis Calls for Policies for Greater Resilience) che prevede un calo del Prodotto Interno Loro (PIL). Rispetto alle stime dello scenario pre-COVID 19, la differenza è di 5,7 punti di PIL. Rispetto al 2019, quando il PIL della regione è cresciuto del 2,4%, il PIL è previsto in contrarsi del 2,1% nel 2020 (caso base) e in uno scenario più pessimistico, del 5,1%.  Per valutare gli effetti sul PIL pro-capite, si consideri che crescita della popolazione cresce al 2,7%.

 

La tendenza recessiva non è uniforme nella regione: essa colpisce in modo più pesante i paesi esportatori di prodotti energetici e minerari: per le tre principali economie della regione (Angola, Nigeria, Sud Africa) la contrazione è prevista tra il 6,9% e l’8%. Nel resto della regione, la crescita del PIL dovrebbe essere intorno allo zero. I canali di trasmissione economica degli effetti della pandemia sono diversi:

 

  • canale commerciale: la domanda di prodotti della regione ed in particolare delle materie prime è crollata. La Cina, principale partner commerciale dell’Africa, è stata colpita per prima dagli effetti della pandemia. Il prezzo delle principali materie prime africane ha subito un drastico calo peggiorando i “termini di scambio” della regione. Sebbene meno integrata nel sistema internazionale degli scambi, la regione risente inoltre delle interruzioni nella supply chain, mentre le misure di contenimento della pandemia rischiano di creare ulteriori barriere ai commerci regionali.
  • Il canale finanziario: la crisi del settore delle materie prime si rifletterà in una riduzione degli investimenti diretti nei paesi produttori. Il crollo del settore turistico causerà, in altri paesi, minori flussi di entrate valutarie. I grandi donatori (Europa, Stati Uniti), di fronte alla necessità di sostenere le proprie economie, potranno ridurre i flussi di aiuto. Anche le rimesse degli emigranti sono previste in riduzione per effetto della crisi nei paesi di lavoro.
  • Il canale sanitario: le misure di contenimento del contagio seguono l’esperienza dei paesi colpiti più avanzati per primi: distanziamento sociale e quarantena (c.d. Lock-down). L’effetto sulla popolazione sarà molto pesante, vista l’assenza di un sistema di protezione sociale (circa il 90% dell’economia opera attraverso meccanismi informali). L’efficacia minore, in un contesto di sovraffollamento nelle aree urbane e di carenza di accesso a beni e servizi di base (es. acqua, servizi igienici). Gli impatti economici di queste misure più recenti causeranno un calo della produzione e degli scambi domestici.

 

La risposta alla crisi da parte dei governi africani è condizionata dal limitato spazio fiscale disponibile. Una delle prime proposte avanzate dagli organismi multilaterali e dal mondo degli ONG è la moratoria sul debito estero, da definire esattamente nelle forme e modalità. La seconda è un forte aumento dei flussi finanziari di aiuto e di sviluppo. Questi flussi sono strutturati su diversi livelli. L’aiuto di emergenza fa leva su nuovi prestiti e sulla ristrutturazione del portafoglio in essere a favore di interventi a rapida erogazione. Sono già diversi i paesi africani che hanno ricevuto fondi della Banca Mondiale a sostegno della risposta di emergenza al COVID-19. A medio termine, gli stessi organismi internazionali stanno impegnando ingenti risorse a supporto di un piano id rilancio economico.